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Le giornate di pioggia al bar o al ristorante

Durante i giorni di pioggia bisogna essere organizzati per garantire la migliore esperienza ai clienti

L’anno scorso, proprio in questo periodo, mi trovavo all’estero dove ebbi il piacere di conoscere quasi per caso un grande costruttore di ombrelli. Era un uomo che aveva vissuto la guerra e poteva dirti tante di quelle cose sugli ombrelli, che mai avresti scoperto da solo.

Una cosa mi colpì davvero, perché confermò un’idea che mi ero fatto negli anni. Diceva l’ingegnere che il problema degli ombrelli fatti bene e costosi sono i bar, dove le persone continuano a rubarli e quindi i clienti hanno iniziato ad evitare questi oggetti così facili da prendere “per sbaglio” dall’ombrelliera.

Effettivamente, come scrivevo, intuì questa faccenda nei miei primi anni di esperienza dietro un bancone. Lavoravo in un posto molto elegante del centro di Roma e uno dei nostri clienti era un grande avvocato di successo che andava e veniva dai palazzi di governo. Un tizio particolare che durante i giorni di pioggia girava con un ombrello davvero di lusso e ogni volta che lo posizionava nel porta ombrelli all’ingresso, mi strizzava l’occhio per dirmi “mi raccomando, lo lascio nelle tue mani”.

Essendo io all’epoca poco più che un ragazzino, non toglievo gli occhi dall’ombrelliera per paura che uno degli altri ospiti facesse finta di essere distratto e prendesse l’ombrello non suo. Quando l’avvocato andava via, mi sorrideva e io tornavo a respirare.

Ricordo distintamente che pensavo: “ma perché diavolo non porta un fodero oppure un maledetto ombrello da due soldi?”. Il tempo mi ha insegnato che il lavoro di un direttore, è proprio fare in modo che i suoi ospiti non rinuncino a nulla.

Quindi oggi voglio esaminare con voi le strategie per gestire le particolari esigenze che le giornate di pioggia si portano dietro. Come cambia il locale e cosa si può fare per migliorare l’esperienza della clientela. Evitare scivoloni (nel vero senso della parola) e dare conforto a chi soffre questo clima impervio e scomodo, soprattutto in città.

PRIMA DI TUTTO GLI OMBRELLI 

Eh si, chiaro che se fuori piove le persone tireranno fuori i propri ombrelli e, una volta varcata la soglia, vorranno poggiarlo in un posto apposito senza sgocciolare in giro.

Qui di solito si verifica il primo errore, quello in cui un mucchio di ombrelli senza padrone, rotti o perfettamente funzionanti, giace sul marciapiede di fronte all’ingresso e vi va bene se un paio di ragazzini burloni non passano e li prendono tutti.

E’ davvero una situazione di disagio, perché obbliga le persone a lasciare anche ombrelli di valore in un luogo che sicuramente non condivide la stessa pulizia del bar.

Cosa può fare un gestore per risolvere la faccenda ombrelli? La soluzione più semplice in tutto l’universo mondo è predisporre un’ombrelliera. Un classico secchio dal disegno che più vi aggrada, che conterrà gli ombrelli bagnati e li terrà all’ingresso del locale, ma all’interno.

Qui arriva il secondo errore possibile, mettere l’ombrelliera e basta. Pensando che chiunque entri nel locale deve capire che quella è l’ombrelliera e quindi iniziare ad usarla. Sapete cosa capita? Che invece qualcuno che esce dal locale, pensando si tratti di un gettacarte, vi lascia dei tovagliolini e di seguito anche gli altri lo imitano.

In pochissimi minuti sarà pieno di fazzolettini e cartacce, compresi i giornali che ancora qualcuno usa come ombrelli d’emergenza. Poi uno o due impavidi clienti vi metteranno lo stesso ombrelli gocciolanti e trasformeranno il tutto in un impasto di carta e cellulosa. Come la risolviamo? Con un cartello che nessuno leggerà?

Il trucchetto migliore per dire a tutti “questa è un’ombrelliera, lasciate qui i vostri ombrelli!” è semplicemente lasciare uno o due ombrelli all’interno. Anche rotti, ma ben chiusi, così non ci saranno dubbi e tutti la utilizzeranno.

Pensate di aver risolto tutto quando arriva la signora con borsa, busta del negozio di scarpe e anche cagnolino. Chiude il suo ombrello telescopico e lo ficca dentro l’ombrelliera senza richiuderlo, così la occupa tutta e i prossimi clienti sono costretti a mettere il loro ombrello dentro al suo oppure di fianco al secchio, con immancabile cascata alla prima occasione.

Avrete capito che l’ombrelliera va curata e gli ombrelli che i clienti lasciano aperti, vanno richiusi. Dite al vostro personale di sala di occuparsene.

I PAVIMENTI PERICOLOSI

I bar con i pavimenti di marmo mi sono sempre piaciuti, tranne nelle giornate piovose, quando diventano come un lago ghiacciato sotto la lama dei pattinatori. Il gestore di un locale deve saperlo e fare in modo che i clienti affrontino un percorso di “drenaggio” per le scarpe.

Un mio vecchissimo titolare, in un paesino di mare, risolveva il tutto con i cartoni da imballaggio tagliati. Trasformando il suo bar in una specie di officina o cantiere. Una soluzione orribile, ma c’è da dire che assolveva allo scopo.

Molto meglio dotarsi di un buon tappeto. Non un tappeto decorativo e di pregio, ma un semplice tappeto lungo il più possibile, in modo che i clienti possano farci due o tre passi prima di abbandonarlo. Questo aiuterà nell’operazione di rendere più sicura la loro camminata.

Attenti però che il tappeto non diventi una trappola peggiore del pavimento bagnato, perché i migliori tappeti sono spessi e rischiano di fare l’effetto gradino. A risolvervi il problema ci penserà un istallatore, che vi monterà dei fermi per i bordi.

E’ buona norma, comunque, far dare un’asciugata ad un cameriere con uno straccio completamente pulito. Ricorda che i tuoi clienti ti stanno guardando.

SOLUZIONI INGEGNOSE

Il problema del pavimento bagnato si accentua se il porta ombrelli di cui parlavamo prima, non è efficiente e le persone portano fino al tavolo i loro ombrelli grondanti d’acqua tanto che ci vorrebbero gli anfibi ai piedi dei camerieri.

Da qualche tempo, gli ingegnosi gestori di supermercati hanno risolto il problema che affliggeva anche i loro locali. Hanno iniziato ad usare delle buste per ombrelli. O deiportaombrelli con i catenacci.

Tolta la soluzione dei catenacci che aggiunge qualche seccatura dovuta a chiavi smarrite o mai restituite, rimane l’ottimo sistema delle buste copri ombrelli. Vi è una macchina, caricata di sacchetti appositi che imbusta velocemente l’ombrello impedendogli di spargere acqua dappertutto. Il cliente lo porta con se e magari anche a casa, sempre nel sacchetto.

CONCLUSIONI

L’imbustatrice per ombrelli sicuramente una delle soluzioni più pratica e intelligente, ma anche se non hai spazio, trova un posto per un’ombrelliera. Noi ad esempio ne abbiamo anche di triangolari a catalogo proprio per sfruttare ogni spazio.

Aggiungo anche che le richieste e gli atteggiamenti dei clienti cambiano con un clima di questo tipo, ma di questo parleremo approfonditamente un’altra volta.

 

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